PER LA CHIESA DELLA SELVA! ORIGINALE STRUMENTO DI TUTELA!

RACCOMANDIAMO UNA SERIA RIFLESSIONE SU QUESTA NOTA DELL’ARCH. BOLOGNESE ELENA MATTEUZZI, DA TEMPO OPERANTE SU SIENA E CONTRADAIOLA ORMAI APPASSIONATA DELLA SELVA.
ECCO L’IDEA CHE è STATA AVANZATA PER INTERVENIRE SU UNA CHIESA IMPORTANTE.
CI SEMBRA IPOTESI MOLTO SERIA DA PERSEGUIRE TENUTO CONTO DELLE DIFFICOLTA’ DI OPERARE ORMAI NELLA MANUTENZIONE STRAORDINARIA A SIENA…MOLTE ALTRE EMERGENZE MONUMENTALI PURTROPPO RICHIEDEREBBERO BEN ALTRA ATTENZIONE.
RICORDIAMO VILLA CHIGI DELLE VOLTE, IL PENDOLA, CHIESA S. GIORGIO, ALCUNE AREE DELLA FORTEZZA, MOLTE TRATTI DELLE MURA, ALCUNI DEI BOTTINI, PALAZZO DIAVOLI…
INTANTO PERO’ GRAZIE ALL’ARCH. MATTEUZZI!

Save the Church, il crowdfunding per restaurare l’Oratorio di San Sebastiano in Vallepiatta

“Conservare, non restaurare”, sosteneva il grande Camillo Boito.

E come non dargli ragione? Per la sopravvivenza di un edificio antico, soprattutto se di pregio storico-artistico, due sono gli ingredienti fondamentali: mantenerlo vivo utilizzandolo normalmente e curarlo con una manutenzione attenta, minuta e costante.

La manutenzione ordinaria è infatti la prima arma contro il degrado e spesso risulta assai più efficace del migliore restauro.

Questo tuttavia a volte non basta, soprattutto nel caso di lesioni e dissesti che quasi sempre richiedono interventi urgenti per risolvere problemi strutturali che, se trascurati, possono causare danni gravissimi o perfino il crollo di un edificio.

È questo il caso dell’Oratorio di San Sebastiano in Vallepiatta, di proprietà della Contrada della Selva, in cui negli ultimi anni si sono manifestate alcune lesioni nella parete dell’abside che hanno danneggiato anche gli affreschi seicenteschi. Serve dunque un intervento tempestivo per la riparazione dei danni alle murature, il restauro delle decorazioni interne e soprattutto l’adozione di provvedimenti mirati per rimuovere le cause del dissesto.

Un simile intervento è ovviamente urgente e costoso: urgente, perché con l’andare del tempo il dissesto si aggrava, costoso perché straordinario e non programmato.

Dove trovare i fondi? Come in molti altri (celebri) casi con una campagna di crowdfunding.

Save the Church [link a https://www.indiegogo.com/projects/save-the-church-contrada-della-selva-in-siena-history-painting#/] è la prima campagna di crowdfunding promossa da una Contrada di Siena, l’aggiornamento “virtuale” e globale delle tradizionali sottoscrizioni contradaiole.

L’oratorio di San Sebastiano è un edificio rinascimentale di indiscusso valore storico-artistico: la chiesa della Selva, un tesoro di Siena, il patrimonio di noi tutti.

STORIA

I lavori di costruzione iniziarono nel 1493 su iniziativa dei componenti dell’Arte dei Tessitori, che avevano bisogno di una sede per le proprie adunanze, e nel 1514 viene già descritta come consacrata e funzionante. In seguito alla soppressione delle antiche corporazioni in epoca napoleonica, la chiesa passò nel 1810 alla Contrada della Pantera e otto anni dopo alla Selva che la detiene tuttora.

Il progetto è attribuito al famoso architetto e trattatista senese Francesco di Giorgio Martini, nato proprio nel territorio della Selva.

DESCRIZIONE

L’impianto è a croce greca con una semplice aula sormontata da una piccola cupola con tamburo, mentre la sottostante cripta, con interessanti volte a crociera in mattoni, ospita la sede museale della Selva.

Il campanile a vela, fatto decisamente curioso, è perpendicolare alla facciata principale. Le campane sono due: la maggiore, di datazione medievale e recuperata dall’ormai sconsacrata chiesa di San Desiderio, viene tuttora utilizzata per annunciare le cerimonie religiose e chiamare i selvaioli all’Assemblea.

La facciata principale si presenta incompiuta: il suo aspetto si caratterizza infatti per la semplice muratura piuttosto irregolare in mattoni faccia a vista e sporadici conci lapidei di recupero in travertino, pietra da torre e arenaria. Si notano molto bene anche le buche pontaie e alcune file di mattoni leggermente aggettanti, chiaro indizio di un rivestimento in pietra mai realizzato. Il portale, risalente alla metà del Cinquecento e di stile compitamente rinascimentale, è ornato da una semplice modanatura di travertino con sovrastante trabeazione.

Tra la fine del Cinquecento e i primi anni del Seicento l’interno venne affrescato dai pittori senesi Giovan Paolo Pisani (Presentazione di Maria al tempio), Raffaello Vanni e Pietro Sorri (Incoronazione di Maria Vergine). La Cantoria con l’organo, progettata da Serafino Belli, risale invece ai primi anni dell’Ottocento.

Tra le opere d’arte mobili troviamo la Madonna della Selva, un bassorilievo policromo in terracotta e stucco; una tavoletta con Madonna, Figlio e due santi di Benvenuto di Giovanni; l’Epifania del pittore senese Astolfo Petrazzi (circa 1630-40) e una Crocifissione della tarda maturità di Rutilio Manetti (circa 1630).

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