LUCI PUBBLICHE A SIENA, TUTTO BENE POSSIBILE? O COME ENOTECA?

Dopo mesi di luci spente di notte e accese di giorno in alcune aree della città con prevedibile sconcerto della popolazione, finalmente c’è stata una spiegazione ufficiale della Ditta appaltatrice con il sindaco.
Tutto a posto, tranquilli.
Dove si accende di giorno si lavora, dove è spento di notte impianti vecchi e maltempo.
Durando la storia da mesi, però, qualche perplessità rimane. Possibile succedano solo a Siena queste strane cose? Non risultano altrove.
Perché il Sindaco non chiede che tutte le mattine alle 8 arrivi l’ordine di servizio al personale in modo che si possa fare qualche controllo campione dove si lavorerebbe? Non per diffidenza, per carità, ma anche perché non ci è stato spiegato come fanno a dedurre la luce inutile all’ammontare della luce da fatturare.
Peraltro, la luce non erogata nelle aree buie perché dovrebbe essere pagata? Il regime forfettario non sarebbe bene chiarirlo, consiglieri comunali solerti?
Resta sempre da spiegare come sia possibile che prima dell’arrivo di questo gestore gli impianti non dessero questi disturbi: nessuno si lamentava, se non di qualche lampada saltata.
La storia del ‘tutto va bene’ ricorda le risposte che arrivavano quando negli anni 2000 cominciarono ad arrivare le prime voci che non tutto andava bene all’Enoteca. I politici del PD rispondevano: tutto tranquillo, come per il MPS.
Come fanno a dare fiducia alla città in questo modo?
Con l’aumento delle frequenze al SMS? Chiaro aumenti esponenziali! Prima non ci andava nessuno! Da 10 a 100 si aumenta di dieci volte, ma il vero museo comunale affollato è sempre Palazzo pubblico.
Che poi si faccia la mostra sul Lorenzetti dopo anni non è un successo: è ordinaria amministrazione. Perché non doveva finire la preparazione con i molti soldi investiti? Resta oscuro ancora come con 180mila euro per la pubblicità essa sia così poco nota.

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