Chiesa di S. GIORGIO: verso il 4 settembre di Montaperti, giusta segnalazione dello scandalo!

Lo scandalo San Giorgio, chiesa chiusa in Pantaneto per parte pericolante importante nella storia di Montaperti, all’esterno in condizioni penose perché con le colonne sono destinatarie degli ‘scarichi’ dei piccioni (contro cui Siena nulla di serio fa), è di nuovo all’onore della cronaca oggi sul “Corriere di Siena”. Oltre a Montaperti, vorremmo osservare che è proprio sulla FRANCIGENA che il Comune cura solo, invece, al SMS e in via dei Pellegrini…
Facciamo solo osservare che noi o il prof. Ascheri avevamo anche caricato le foto ormai molti mesi fa.
Ma sono priorità poco importanti: quella vera è: salvaguardare il patrimonio!
Ma leggiamo:

“Come è possibile che una chiesa storica come quella di San Giorgio in Pantaneto, a pochi metri da alcuni esercizi di ristorazione, venga completamente abbandonata a se stessa? E come è possibile che la facciata in marmo sia diventata in alcuni punti completamente di color marrone dovuta ad un indecente accumulo di escrementi di piccione che non vengono rimossi? E ancora, come è possibile che l’ingresso del tempio edificato nel Mille e rimodernato nel 1738 sia chiuso ormai da molte settimane e che nessuno rimuova il guano che si è sparso davanti alla porta, oltre le chiazze di orina lasciate maleducatamente nelle notti brave di qualche avvinazzato?

Non è più solo una questione di decoro, ma anche e soprattutto di sicurezza. Il Corriere di Siena aveva lanciato il primo allarme nel gennaio scorso, facendo seguito ad alcune segnalazioni di residenti fortemente preoccupati qualche mese fa, ma niente.

La questione riguarda direttamente l’Arcivescovado di Siena (ma a questo punto anche l’Usl) a cui spetta il compito della manutenzione e della pulizia per evitare il rischio di contaminazione. Il problema non può essere sottovalutato perchè visto l’enorme accumulo di escrementi si fa sempre più concreta la possibilità di trasmissione di agenti infestanti. La questione è delicata dal momento che, come abbiamo evidenziato, nei dintorni della chiesa ci sono diversi punti di ristorazione che potrebbero subirne le conseguenze. Di fatto, gli agenti patogeni restano infettanti anche nelle feci essiccate ed a seguito dell’essiccamento possono disperdersi nel pulviscolo atmosferico. Una minaccia per la salute su soggetti che in modo permanente o temporaneo presentano stati di immunodepressione o per le fasce di età più deboli e maggiormente soggette alle malattie infettive. Senza creare allarmismi, perchè contrarre patologie non è facile, sarebbe il caso di prendere provvedimenti e precauzioni vista la realtà di degrado presente. E non si può certo sottovalutare una situazione del genere che può favorire quei batteri responsabili della salmonella, della escherichia coli, oppure della psittacosi. C’è poi da valutare i danni economici e in questo caso quelli dovuti alla lenta, ma inevitabile corrosione del marmo. Una chiesa lasciata a se stessa, in balia oltre che dei piccioni, anche dell’incuria.
Una parte del tetto, infatti, ha ceduto e c’è il pericolo di un crollo interno compromettendo il policromo monumento funebre al pittore Francesco Vanni, oltre ai dipinti di Raffaello Vanni e Francesco Vanni.

Giorgio Agonigi

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