Siena, recuperi in corso da completare: SAN MARCO/SANTA MARTA

Ci perviene solo ora il volumetto

IL SAN MARCO UN GIOIELLO DA RISCOPRIRE, primo dei Quaderni di San Marco cui auguriamo lunga vita e prossimi numeri a breve.

A parte le belle foto di Luca Betti sul degrado cui era pervenuto il grande complesso, il volumetto ha uno scritto della povera Letizia Galli, prematuramente scomparsa, con una nota sulla storia dal monastero all’ex-orfanotrofio, dell’archivista del Comune Filippo Pozzi sull’archivio appunto, del’arch. Paola D’Orsi sulle fasi di recupero.

Per chi ha avuto occasione di visitare il complesso appare appena accennato il patrimonio artistico, ma soprattutto sottocitata la bella chiesa, che è di proprietà comunale come s. Agostino!

Lo stesso titolo non dà ragione del grande passato monastico di Santa Marta. Ma vedremo altri volumetti. C’è da chiedersi perché il Comune non abbia fatto un’unica collana dei propri interventi editoriali in modo da evitarne la dispersione.

E’ come se la città avesse paura del proprio passato.

Pensate che l’orto dei padri di S. Agostino è divenuto Tolomei, il cui collegio non c’è stato neppure un secolo divenendo a fine ‘800 convitto nazionale. Pare che anche l’Orto de’ Pecci sia creazione recente, ma ci si tornerà.

Intanto chiediamoci: perché non si rispettano le denominazioni originarie?

E’ un fatto di cultura anche questo.

Ma è un fatto di investimenti il recupero di questi complessi che procede con troppa lentezza. Tutto l’impegno sembra profuso sul Santa Maria della Scala e sulla Francigena per il loro valore economico. Ma il Museo comunale più redditizio e importante è sempre il Museo civico.

E per fortuna non ha bisogno di alchimie per la gestione come, da 30/40 anni si succedono per il Santa Maria della Scala.

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