SIENA PALAZZI E CHIESE SOTTOUTILIZZATE: MEDIA POSSONO AIUTARE MOLTO!

Paola Tomassoni sta dedicando articoli-inchiesta su La NAZIONE, ed. SIENA, a strutture monumentali storiche in abbandono totale o parziale. Meritori interventi che si spera abbiano lettori attenti e entrino nella programmazione degli interventi degli enti interessati per competenza formale; la competenza sostanziale è di tutti, non solo dei Senesi, visto che Siena è sito UNESCO patrimonio dell’Umanità.

A tal proposito sia consentito segnalare la chiesa inserita nel complesso di Santa Marta ex-orfanotrofio solo parzialmente recuperato.

La chiesa merita una visita debitamente richiesta in Comune, che ne è proprietario, e che dovrebbe averne cura. Se si confronta il suo stato di degrado con quello delle due chiese della Contrada della Chiocciola si perviene ad amare considerazioni.

I media di solito danno risalto alle informazioni che ricevono, che rispondono spesso alle necessità di visibilità degli enti.

Se si pensa che sui social è comparsa per prima la notizia della difficile accessibilità della nuova foresteria di Santa Maria della Scala, con un accesso ‘decorato’ dai piccioni che spadroneggiano imperturbati a Siena, si capisce che le novità positive come questa de La Nazione, già benemerita circa 10 anni fa per la campagna a favore delle mura storiche di Siena*, devono essere sottolineate.

Siamo pronti a pubblicizzare adeguatamente iniziative analoghe del Corriere di Siena, com’è doveroso.

  • La due giorni dell’Unesco sulle città murate di pochi giorni fa si sono svolte in modo appartato per lo più e senza adeguata preparazione in città. Non era prevista neppure una relazione del Club Unesco di Siena! Si è piuttosto appreso che la Soprintendenza ha ancora bisogno di tempo per passare ai lavori di cantiere.

Un commento

  1. Elena Matteuzzi

    MANCANO FONDI E VOLONTA’ DA PARTE DEGLI ENTI PREPOSTI

    Buongiorno, il tema mi interessa particolarmente, essendo io architetta restauratrice e studiosa dell’edilizia tradizionale di Siena (su cui ho scritto anche un libro).
    Inutile dire che il discorso è molto complesso e investe in generale il tema della “rinascita” di Siena, argomento sul quale ho fatto alcune considerazioni a carattere generale.
    Il problema principale sono la mancanza di fondi e soprattutto della volontà, da parte degli enti preposti, di valorizzare questi spazi: le Contrade fanno molto, ma purtroppo senza contributi specifici spesso non riescono nemmeno a curare adeguatamente la manutenzione straordinaria dei propri edifici. Le competenze ci sono: Siena è piena di architetti restauratori come Nicola Valente, Marina Gennari o anche la sottoscritta; ma il nostro lavoro non viene adeguatamente retribuito (perché si, vorrei ricordare che noi architetti – anche se mossi da una grande passione per il nostro lavoro – abbiamo come tutti mutuo o affitto, bollette e magari figli da mantenere).
    Insomma, per dirla alla senese… senza lilleri ‘un si lallera, è inutile sensibilizzare e parlare di un problema se poi non lo si può risolvere per pura mancanza di fondi…

Rispondi