QUALCHE PROBLEMA PER LA STORIA DI SIENA (E NON SOLO)

Comincio subito con un fatto personale per togliermi il dente: Raffaele comincia il suo programma settimanale su SIENATV MARTEDI’ 20 ALLE 22 (naturalmente anche in streaming) con un ricco programma che ha anticipato nel suo blog  che ho letto or ora: ebbene, la trasmissione finisce con un Libro contro Facebook!

Che si perda troppo tempo a spippolare anche per sciocchezze non c’è dubbio, ma non succede anche con certi libri?

Secondo: FB permette contatti inimmaginabili (anche in negativo, OK!), come recuperare memorie, persone, cose, allacciare progetti. Ho pubblicato in occasione del recente incontro per Odile Redon una foto storica del ’74-’75 pubblicata nel mio ‘Spazio storico di Siena’, del 2001: nessuno l’aveva vista? Ha avuto un successo straordinario e mi ha permesso di ‘ritrovare’ la figlia di Sonia Fineschi! Non solo, pubblico alcuni tesori del museo dell’Abbazia (c’è copia della famosa Bibbia amiatina che Pietro Leopoldo con la sua grazia autoritaria e timore del peggio portò a Firenze, ma originali di reliquari, tessuti ecc.) lamentando che un certo libro che è esauritissimo e Franco Fazzi, presidente dei Lions amiatini, coglie subito l’occasione per offrire collaborazione alla ristampa!

Insomma, FB è uno strumento che può essere usato, com’è ovvio in mille modi diversi. Altro esempio? Le schede storiche di Marco Falorni, che abbiamo anche già ricordato in questo blog, non raggiungono un pubblico più ampio che a metterle solo in Impegno per Siena?

Ma torniamo alla Storia, perché è problema anche questo per difendere Siena, la cui popolazione conosce vita morte e miracoli di personaggi e beni culturali come in nessuno o pochi altri posti al mondo. Non a caso ci sono così tanti cultori di storia appassionati ai grandi e piccoli temi alla storia laica come a quella religiosa. I motivi di passione ci sono eccome! Ma alcuni suggerimenti si possono dare credo senza suscitare sorprese da parte di chi di storia si occupa professionalmente.

Il primo punto è che dobbiamo rimettere in circolazione opere che, proprio per l’abbondanza della ‘produzione’ su Siena e suo territorio finiscono per essere dimenticate o ricercate inutilmente, essendo in poco tempo divenute rare. Anche con colleghi dell’Università ho avuto occasione di parlarne sperando di poterlo fare a breve in modo disteso (e ho poi trovato l’Archivio di Stato sensibile al problema) ma temo che questo tipo di contatto sia il più veloce e semplice.

Ebbene sì: o per via di siti come academia.edu o siti analoghi o per via di ristampe anastatiche dobbiamo riproporre dei testi introvabili o che hanno avuto diffusione limitata. Qualche esempio? I primi che mi vengono in mente, a me più vicini:

O. Redon, Uomini e comunità del contado di Siena, Amm.ne Prov.le Siena 1982

La Rocca e il territorio di Castiglioni d’Orcia, a cura di C. Avetta, Donchisciotte 1988

Abbadia San Salvatore. Comune e Monastero in testi dei secoli XIV-XVIII, Comune di abbadia San Salvatore 1986

Gli Aldobrandeschi, a cura mia e di Lucio Niccolai, Effigi, 2002

L’Amiata nel Medioevo, a cura mia e di Wilhelm Kurze, Viella, 1989

Spedale di Santa Maria della Scala, Atti del convegno internazionale, Comune di Siena 1988

La Val d’Orcia nel Medioevo e nei primi secoli dell’età moderna, a cura di A. Cortonesi, Viella 1990

Un altro punto da tener presente per agevolare la ricerca è l’opportunità che i ‘pezzi’ abbiano sempre una bibliografia di riferimento: da dove sono state tratte le informazioni per l’articolo? Non chiedo note analitiche per ogni singola affermazione, solo il modo di accertare il campo della ricerca e se è necessario o meno ampliarlo. Buon lavoro!

Mario Ascheri

4 commenti

  1. mi sembra giusto il richiamo a indicare le fonti delle incursioni storiche di qualunque tipo siano. Tra i libri dimenticati segnalo al professore quello della statuto di Montagutolo di Pari che mi è stato indicato per i miei studi di storia della lingua ma non riesco a trovare. E’ di fine Dugento, fondamentale per la storia di certi termini.
    Per chi non è senese come me l’accenno a Raffaele rimane misterioso. Attenzione, il blog non è interno alla città: Siena è amata e seguita molto fuori.

    • Redazione del blog

      chiediamo scusa per il ritardo ma alla fine ce l’abbiamo fatta: lo statuto in volgare di fine Duecento è molto importante come Lei dice! L’autrice dovrebbe saper dire come trovarlo: è l’avv.ssa SIMONA BELLUGI con studio a Paganico.

  2. Redazione del blog

    chiediamo scusa! Raffaele Ascheri, figlio del prof. Mario nostro ‘consulente’ preferito, per ora, ha un blog intitolato l’Eretico di Siena con grande successo da alcuni anni. Ha anche edito alcuni libri di denuncia del tragico sistema di potere he ha condotto al disastro attuale Siena. Sono indicati nel blog stesso, a margine dei post. Raffaele non ama FB e farà rubrica ‘Meno FB più libri’ nella sua trasmissione televisiva. Noi giovani (si fa per dire) del blog siamo più vicini a lui che al prof. Mario in questa questione. Ma viva la libertà soprattutto!

  3. Redazione del blog

    riordinando, si fa per dire, il prof. Ascheri sr ci comunica che trovam olto sui tempi in cui si ricordava la mezzadria, Buonconvento, Chianri ecc. ha ritrovato anche un libro su San Pietro in Villore dell’82 della Facoltà di Scienze con presentiizone di Romano Dallai: altri tempi? Meno soldi ma più presenza dell’Università sul territorio rispetto ad ora? Il lavoro volontario probabilmente è sempre meno frequente.

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